brand intelligenza artificiale

Brand, empatia e Machine Learning

Quando raccontiamo che la comunicazione digitale avanzata è prima di tutto è un modo nuovo e rivoluzionario di pensare, prima ancora che una serie di azioni specifiche da compiere da parte del brand, stiamo semplicemente prendendo atto di un cambiamento irreversibile nel flusso di dati che Clienti e aziende si scambiano continuamente.

Quando prendete consapevolezza che le persone che compongono la clientela passano una quantità considerevole del loro tempo a fare ricerche sul web tramite smartphone, state già facendo il primo passo che vi permette di mettervi nei loro panni. State, in sintesi, generando empatia nei loro confronti. Vi domandate che cosa cercano, quali sono le loro esigenze, le loro richieste specifiche in un particolare momento della giornata o dell’anno. Fino a pochi mesi fa la pubblicità consisteva nel pensare per loro, e i prodotti di un brand erano la risposta a una domanda che i clienti non necessariamente avevano formulato. Oggi la comunicazione consiste nel pensare insieme a loro, e prodotti e servizi devono essere la risposta a migliaia di domande che i clienti hanno effettivamente fatto. E se non rispondete voi, sicuramente lo farà qualcun altro, quasi certamente un vostro competitor.

È un cambio di paradigma epocale e naturalmente bot e machine learning vengono in vostro soccorso perché vi permettono di accedere a una quantità di dati che gli esseri umani da soli non potrebbero mai accumulare. A questo punto potreste pensare di avere risolto gran parte dei vostri problemi, ma poco fa abbiamo parlato non a caso di empatia. Ovvero di una caratteristica propria e unica degli esseri umani, che in nessun caso è replicabile dalle macchine.

È per questo che la differenza, nei prossimi mesi e nel prossimo futuro, la faranno quei professionisti in grado di capire e condividere le emozioni delle persone, con la capacità di sapersi mettere nei panni dell’altro e le conoscenze specifiche della pubblicità, del marketing e delle fasi evolutive della comunicazione negli ultimi decenni. Professionisti che avranno un ruolo fondamentale per orientare l’operato delle macchine, per interpretare i dati che forniscono gli algoritmi e una vera e propria bussola per programmare le macchine, che di empatia sono sprovviste. La chiave sarà una gestione del lavoro evoluta in uno scenario sempre più digitalizzato. Ancora più di prima, per una comunicazione efficace ed empatica, sarà necessario affidarsi a professionisti del settore qualificati e qualificanti. Improvvisare, o fare da soli, non è mai non è mai stata un’opzione vincente. E a breve, non sarà più nemmeno un’opzione.