IL MIX PERFETTO: CREATIVITÀ, STRATEGIA, TECNOLOGIA

Le Aziende si rivolgono a noi perché siamo riusciti a creare un MIX tra queste tre discipline: CREATIVITÀ, STRATEGIA E TECNOLOGIA.

Il nostro è un nuovo modello di servizio che combina in parti uguali un mix di Agenzia Creativa, Consulenza Strategica e Tecnologia Avanzata. Questo mix è perfetto per creare le più efficienti e moderne campagne di marketing che permettono ai Brand, che si affidano a noi, di avere un aumento significativo del loro fatturato facendo vivere esperienze uniche ai loro Clienti.

strategie di rinnovamento brand

DISRUPTION – Come fare sopravvivere il vostro Brand

Il significato letterale di DISRUPTION è ‘rottura‘ e indica cambiamenti repentini che portano a modi nuovi e differenti, rispetto al passato, di fare, pensare o interpretare ciò che ci circonda. Ovvero strategie efficaci per il rinnovamento del vostro Brand.

Cosa ha distinto i primi rivenditori digitali da quelli tradizionali o analogici? Non è stato tanto l’uso innovativo della tecnologia digitale, ma l’attenzione incessante a rendere lo shopping più personalizzato, pratico, divertente, conveniente e persino socialmente responsabile. Amazon, eBay, Apple e gli altri hanno saputo creare un legame profondo con i clienti, scoprire quali erano le loro esigenze e come soddisfarle. Hanno apportato diversi miglioramenti ai loro siti web, come i video e la possibilità di effettuare pagamenti sicuri. Dietro le quinte hanno costruito depositi e reti di distribuzione all’avanguardia, investendo in robotica e potenti strumenti di analisi dei dati che hanno spiegato loro che cosa i clienti volevano e quando. Oggi, da casa, è possibile far partire in automatico l’ordinazione di prodotti tramite smart hub domestici attivati a voce, come Amazon Echo e Google Home.

Mentre i rivenditori tradizionali effettuavano tagli sul personale, continuavano a stampare milioni di volantini cartacei credendo che fosse la migliore forma di pubblicità e lasciavano le scorte a invecchiare sugli scaffali, i venditori digitali continuavano a investire tutto ciò che avevano, e anche quello che ancora non avevano, aggiungendo la spedizione gratuita, procedure semplificate di reso, consegne in giornata, promozioni mirate, recensioni dei clienti e interfacce mobili. Tutto questo ha trasformato lo shopping online in un’esperienza più appagante. Di gran lunga più appagante che infilarsi in macchina, guidare fino al centro commerciale, cercare parcheggio e sperare che il prodotto desiderato sia disponibile.

La tecnologia ha generato quegli strumenti di cui si servono i vostri competitor per realizzare nuovi prodotti e servizi digitali orientati a sollecitare la domanda latente e ad appagare bisogni insoddisfatti.

Il problema non risiede nella possibilità di padroneggiare la nuova tecnologia, ma piuttosto nel superare i vecchi progetti, i vecchi processi e i sistemi ottimizzati per un’epoca in cui la concorrenza era sostanzialmente statica, i cambiamenti del settore graduali e i miglioramenti tecnologici lenti.

E voi cosa fate? Continuate a stampare milioni di volantini?

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pubblicità vs conetnuti

Strategia di comunicazione del Brand: Pubblicità VS Contenuti

È chiaro quali sono gli ingredienti vincenti per la comunicazione di un brand nell’epoca della rivoluzione digitale: creare, curare, distribuire e veicolare contenuti che siano coinvolgenti, avvincenti e utili per una fascia di pubblico chiaramente definita, con l’obiettivo di generare conversazioni a proposito di tali contenuti.

I brand che raggiungono questo obiettivo offrono alle persone che compongono la loro clientela contenuti originali di alta qualità e raccontano storie interessanti. Il brand non è solo divulgatore dei propri prodotti, ma diventa narratore. Per certi versi è il narratore di sé stesso.

I contenuti sono diventati la nuova pubblicità, gli #hashtag usati nella distribuzione dei contenuti sui social media hanno sostituito i tradizionali slogan. Il mobile digital marketing è vincente grazie trasparenza che caratterizza le interazioni via Internet. La connettività in rete permette ai Clienti di conversare tra loro e di scoprire più informazioni possibili sui brand. Il marketing tradizionale fatica a raggiungere i clienti con la pubblicità tradizionale perché i Clienti non si fidano dei messaggi pubblicitari e preferiscono chiedere un parere ad amici e parenti. Sanno che avranno una risposta sincera. Controllano la veridicità delle affermazioni dei brand chiedendo conferma alle persone di cui si fidano nelle comunità di cui fanno parte.

I social media hanno cambiato tutto e ora i Clienti hanno davanti ai propri occhi una straordinaria quantità di contenuti generati dagli utenti (Big Data). Soprattutto ritengono questi contenuti più credibili e più interessanti di quelli che provengono dai media tradizionali. A renderli interessanti è il fatto che siano consultabili a piacimento, quando e dove si desidera.

Conversare direttamente e in maniera interattiva con i Clienti è una mossa tanto efficace quanto obbligata. La pubblicità contiene le informazioni che i brand vogliono trasmettere per vendere prodotti e servizi. I contenuti contengono le informazioni che i clienti vogliono usare per raggiungere i propri obiettivi personali e professionali. In altre parole la pubblicità è impersonale, i contenuti sono disegnati su misura. Come un abito di sartoria. E se voi avete bisogno di un vestito su misura, chiederete a un sarto qualificato di realizzarlo, magari dopo esservi informati sui forum e avere scambiato opinioni con amici e parenti. E allo stesso modo per la comunicazione del vostro brand, per essere efficace e disegnata su misura per i vostri clienti, chiederete a professionisti specializzati di realizzarla

AI e convergent

Intelligenza Artificiale e Dinosauri in via d’estinzione

California, inizio del nuovo millennio. Billy Beane, il General Manager degli Oakland Athletics, squadra della Major League di baseball, capisce che qualcosa non va nel sistema sportivo professionistico americano. Ci sono squadre con budget enormi che finiscono puntualmente per prendersi i migliori giocatori, compresi i suoi, grazie a compensi che lui non può permettersi di pagare e costringendolo sempre a smantellare la squadra e ricominciare da capo.

Ed è qui che comincia la storia della prima vera intelligenza artificiale applicata allo sport. Beane decide di affidarsi alla sabermetrica, l’analisi del gioco attraverso statistiche e algoritmi che secondo il suo fondatore è testualmente ‘la ricerca per la conoscenza oggettiva sul baseball‘. La sabermetrica permette di rispondere a domande oggettive su ogni aspetto specifico di un determinato sport, denudandolo di ogni domanda soggettiva. In poche parole, permette di costruire una squadra conoscendo il tasso esatto di ritorno di ogni scelta perché lo priva della soggettività degli occhi umani che osservano un giocatore e ne sono inevitabilmente condizionati.

Gli Oakland Athletics comprano giocatori sconosciuti o poco considerati agli occhi del pubblico e degli osservatori, con un budget ridicolo, e iniziano a vincere più partite dei New York Yankees, la squadra più ricca e potente del mondo. È l’inizio di una rivoluzione. E come ogni rivoluzione, inizialmente è vista con sospetto. Il film Moneyball, interpretato magistralmente da Brad Pitt, vi mostra nitidamente le difficoltà affrontate da Bean nel vendere e promuovere strategie basate su dati generati da un’intelligenza artificiale in un mondo dominato e condizionato da filosofie e concetti vecchi più di un secolo.

Ma le rivoluzioni sono inevitabili, non si possono contrastare e nel 2004 i Boston Red Sox, i grandi rivali degli Yankees, vincono il campionato affidandosi alla sabermetrica e al sistema di Billy Beane. Non lo vincevano dal 1918. La maledizione più famosa dello sport americano spezzata dall’intelligenza artificiale. E nel 2016, sempre grazie alla sabermetrica, i Chicago Cubs vincono il campionato come non succedeva dal 1908. Un digiuno lungo 108 anni interrotto dall’intelligenza artificiale. Fino a tre anni prima, i Cubs erano la barzelletta del baseball americano.

Nel 2019, dentro il mondo della comunicazione, sta succedendo esattamente la stessa cosa. Il Convergent® Marketing sta rivoluzionando il modo di comunicare delle aziende, l’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando il modo stesso di pensare la comunicazione. Proprio come nel baseball, c’è chi si sente minacciato da questa rivoluzione, una minaccia per il modo in cui sono abituati a pensare, a lavorare. Ma coloro che al momento non stanno pensando di smantellare il proprio modo di fare comunicazione per affidarsi al Convergent® Marketing e all’ Intelligenza Artificiale , sono dei dinosauri. E tutti sanno come finiscono i dinosauri. Si estinguono.

Non è un’eventualità, non parliamo di ipotesi. È quello che succederà, sta già succedendo. Se non lo fate voi per il vostro brand, lo sta già facendo qualcun altro con il proprio. La differenza è che i dinosauri se ne staranno con le mani in mano a guardare vincere chi è disposto a investire. Ed è questa la parola chiave, qui. Investire. Non solo in termini economici, ma soprattutto in termini concettuali. Investire in un modo nuovo di approcciare, pensare e realizzare la comunicazione in un mondo che comunica quasi esclusivamente attraverso gli smartphone. Ecco perché Fermento On Life non vende semplicemente servizi. Noi cerchiamo partner disposti a creare sinergie comunicative che partono da un modo nuovo di intendere la comunicazione. Aziende disposte a investire, concettualmente ed economicamente, in questa rivoluzione irreversibile. E se non lo fate voi, lo farà qualcun altro.

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Storytelling e Content marketing. “Storie” da professionisti

Come tutti sappiamo il Content marketing è un approccio che consiste nel creare, curare, distribuire e alimentare contenuti che siano interessanti, avvincenti e utili per una fascia di pubblico chiaramente definita non più come TARGET, ma BUYERS PERSONAS, di un determinato brand, con l’obiettivo di fare nascere conversazioni a proposito dei contenuti tra clienti acquisiti e clienti potenziali che possono diventarlo.

I brand che implementano correttamente il Content marketing offrono ai clienti contenuti originali di alta qualità e raccontano storie interessanti. Nel mondo digitale, un brand vincente non è soltanto un divulgatore dei propri prodotti, ma diventa un coinvolgente narratore. Ma per farlo è necessario cambiare prospettiva. Anziché trasmettere messaggi sulla proposta di valore contenuto nei propri prodotti, un concetto che se ci pensate bene è assolutamente scontato (quale brand parlerebbe mai male di sé stesso?), le aziende dovrebbero pianificare e veicolare contenuti utili e preziosi per i clienti.

E per farlo, dovrete conoscere sia il vostro brand che i clienti ai quali il vostro brand si propone. Dovrete sapere quali contenuti rappresentano un valore aggiunto per i vostri clienti. Dovrete stabilire quali di questi contenuti possono essere preziosi per raccontare una storia vincente e coinvolgente sul vostro brand. Dovrete veicolare questi dati in una strategia di comunicazione che possa essere trasformata in un vero e proprio Storytelling. E non è una cosa che si può improvvisare, né può essere fatta da chiunque. I professionisti della comunicazione (nel senso più ampio del termine, non semplicemente pubblicitario) possono venire in vostro aiuto. Perché raccontare una storia, proprio come creare un prodotto vincente, è un lavoro. Non un gioco, e nemmeno un passatempo.

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Sempre più investimenti in Content Marketing

Continua a crescere il numero delle aziende che scelgono di comunicare attraverso iniziative di branded content ed entertainment.
Le scelgono a complemento delle attività di comunicazione più tradizionali, con un 18% che le elenca comunque tra le leve principali del proprio media mix, e con
esiti positivi, tant’è che ben il 70% dichiara di aver investito in branded content e di voler ripetere l’esperienza. Il 25% non ha invece ancora investito su questo fronte ma è intenzionata a farlo nel 2019, mentre solo il 4,5% dichiara di non essere interessato (era l’11% lo scorso anno).
I dati emergono dalla nuova edizione del sondaggio effettuato da Brand News tra i suoi lettori marketer di aziende che investono in pubblicità.

Il 29% delle aziende rispondenti investe in comunicazione oltre 10 milioni di euro all’anno e il 25% budget tra i 2,5 e i 10 milioni. Tuttavia non significa che il branded content sia riservato solo ai big spender. Il 22% dichiara infatti investimenti annuali inferiori ai 500mila euro, mentre un altro 22% conta su budget tra i 500 mila euro e i 2,5 milioni.

Secondo oltre la metà dei rispondenti il branded content permette di sviluppare meglio il messaggio rispetto a quanto è possibile fare negli spazi media tradizionali (55,8%); attrae l’attenzione del pubblico più affine al messaggio che l’azienda vuole trasmettere (53,5%) e permette di agganciare il brand a un argomento affine o di maggior interesse per l’audience (53,5%).

Il risultato più riconosciuto è che grazie al branded content sia migliorato il percepito della marca (48,8%). Le aziende inoltre hanno potuto raggiungere
nuovo pubblico (23,3%) ma solo il 9% può attribuire chiaramente a questa leva un aumento delle vendite.