INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Trasformiamo il Capitalismo con l’Intelligenza Artificiale: CONSUMIAMO BENESSERE.

In questi giorni, fermi per colpa del virus Covid 19, siamo “costretti” a pensare e a riflettere. Alcuni pensano che ciascuno di noi debba cambiare comportamenti per evitare l’apocalisse: docce brevi, meno carne, meno aerei, meno auto, riciclare, riusare, riparare, riscaldamento basso, spegnere la luce, non stampare email.

Tutte cose giuste, ma inutili. È come se ciascuno di noi spingesse un autotreno guasto con l’idea che ogni piccolo sforzo aiuti. Non è così. C’è una soglia sotto la quale ogni sforzo individuale è nullo e diventa inutile.

Combattere la fine del mondo richiede sacrifici, indubbiamente, sinergie di dimensioni globali, legislazioni lungimiranti. Ma esistono anche alleati che crescono di pari passo insieme alle insidie e parliamo naturalmente della tecnologia digitale e delle intelligenze artificiali. Sistemi in grado di cambiare non soltanto brand e aziende in ogni parte del mondo, ma anche di rivoluzionare il modo in cui gli esseri umani producono e consumano. Il connubio tra l’economia circolare che può salvare l’ambiente e le tecnologie digitali può essere il primo grande passo verso il cambiamento.

Insomma: è necessario trasformare il CAPITALISMO CONSUMISTICO in un CAPITALISMO TAUMATURGICO che si prenda cura del pianeta in cui abitiamo, delle persone e del loro futuro. È il progetto più avanzato e innovativo del nuovo millennio. In buona sostanza, se dobbiamo continuare a consumare, e a consumare saremo sempre di più su questo pianeta, allora, e lo dico da anni, CONSUMIAMO BENESSERE.

cambiare il pianeta con l'intelligenza artificiale

Salviamo il Pianeta con l’Intelligenza Artificiale: consumiamo benessere.

Abitiamo un pianeta che sta rapidamente andando in malora, potremmo disquisire se il piano ambientale o quello morale procedano di pari passi nel loro disgregarsi, e questa è una consapevolezza condita da dati di fatto. Non è un’ipotesi, non è complottismo, è semplice presa di coscienza. Sappiamo che stiamo distruggendo la terra e a vari livelli tutti sanno che è compito degli esseri umani salvarla. Il problema non nasce quando si ragiona su cosa fare, ma su come farlo. O meglio, su cosa è realistico credere che possa fare un sistema enormemente complesso come il mondo contemporaneo.

Non è soltanto una questione di costi, che pure sono spaventosi se rapportati al surriscaldamento globale (un aumento di temperatura medio di circa un grado centigrado potrebbe costare 58 mila miliardi di dollari, due gradi 550 mila miliardi di dollari e non è il caso di continuare il conto). È una questione di approccio, mentalità e consapevolezza. È un problema urgente ed è anche la sfida più difficile e intrigante nella storia dell’umanità. Cambiare il modo di pensare e approcciare di un’intera specie vivente e non di qualche migliaia o milione di individui.

Alcuni pensano che ciascuno di noi debba cambiare comportamenti per evitare l’apocalisse: docce brevi, meno carne, meno aerei, meno auto, riciclare, riusare, riparare, riscaldamento basso, spegnere la luce, non stampare email.

Tutte cose giuste, ma inutili. È come se ciascuno di noi spingesse un autotreno guasto con l’idea che ogni piccolo sforzo aiuti. Non è così. C’è una soglia sotto la quale ogni sforzo individuale è nullo e diventa inutile.

Combattere la fine del mondo richiede sacrifici, indubbiamente, sinergie di dimensioni globali, legislazioni lungimiranti. Ma esistono anche alleati che crescono di pari passo insieme alle insidie e parliamo naturalmente della tecnologia digitale e delle intelligenze artificiali. Sistemi in grado di cambiare non soltanto brand e aziende in ogni parte del mondo ma anche di rivoluzionare il modo in cui gli esseri umani producono e consumano. Il connubio tra l’economia circolare che può salvare l’ambiente e le tecnologie digitali può essere il primo grande passo verso il cambiamento.

Ovvero trasformare il capitalismo consumistico in un capitalismo taumaturgico che si prenda cura del pianeta in cui abitiamo, delle persone e del loro futuro. È il progetto più avanzato e innovativo del nuovo millennio. In buona sostanza, se dobbiamo continuare a consumare, e a consumare saremo sempre di più su questo pianeta, allora, e lo dico da anni, CONSUMIAMO BENESSERE.